Cambia il quadro normativo per il personale militare impegnato nel mondo dello sport. Il Ministero della Difesa ha aggiornato le disposizioni che regolano il lavoro sportivo extraprofessionale, introducendo importanti semplificazioni per chi collabora con associazioni e organizzazioni sportive al di fuori del normale orario di servizio.
La novità principale, frutto del recepimento delle modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 71 del 31 maggio 2024 e attuate dalla Direzione Generale per il Personale Militare, consiste nell'abolizione dell'autorizzazione ministeriale preventiva per i compensi di entità contenuta.
Cosa si intende per "lavoro sportivo"
Per lavoro sportivo si definiscono tutte quelle attività retribuite svolte nell'ambito dello sport organizzato (dilettantistico o professionale) al di fuori del rapporto di servizio militare. Rientrando tra gli incarichi extraprofessionali, l'obiettivo della nuova disciplina è duplice: consentire al militare di coltivare la propria passione sportiva in modo lecito e, al contempo, garantire che ciò non intacchi l'efficienza operativa e gli obblighi istituzionali.
La soglia dei 5.000 euro: basta una comunicazione
La modifica più rilevante riguarda il regime autorizzativo. Il personale militare può ora svolgere attività di lavoro sportivo retribuito fino a un limite complessivo di 5.000 euro lordi annui senza dover richiedere il nulla osta alla Direzione Generale per il Personale Militare.
Per regolarizzare la propria posizione, sarà sufficiente presentare una semplice comunicazione preventiva al proprio Comandante di Corpo. Questa procedura snellisce drasticamente la burocrazia per le collaborazioni occasionali.
Le condizioni vincolanti
Anche per gli incarichi al di sotto della soglia dei 5.000 euro, il militare è tenuto a rispettare rigorosamente alcune condizioni fondamentali. L'attività sportiva:
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Deve svolgersi tassativamente fuori dall'orario di servizio.
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Non deve interferire in alcun modo con le disponibilità operative e gli obblighi istituzionali.
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Non deve generare conflitti di interesse con il ruolo e il grado ricoperto.
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Deve essere supportata da un'adeguata documentazione dell'ente sportivo (periodo, durata, frequenza e compenso previsto).
In questo scenario, il Comandante di Corpo mantiene un ruolo centrale: pur non entrando nel merito dell'attività sportiva, conserva il potere e il dovere di verificare che l'incarico sia effettivamente compatibile con le funzioni militari.
Volontariato e rimborsi spese
Le nuove disposizioni chiariscono anche la posizione dei volontari sportivi. Le attività prestate a titolo puramente gratuito restano ovviamente consentite. È inoltre confermata la possibilità di percepire rimborsi forfettari fino a 400 euro mensili per le spese sostenute in occasione di eventi e manifestazioni riconosciute. Anche in questo caso, permane l'obbligo di comunicazione al Comando, per distinguere chiaramente il mero rimborso dal compenso professionale.
Attenzione al calcolo: il limite è cumulativo
Un passaggio fondamentale della circolare ministeriale riguarda la natura della soglia economica. Il limite di 5.000 euro non si applica al singolo incarico, ma rappresenta il totale cumulativo dei compensi percepiti nell'arco dell'anno solare. Superata questa cifra, scatta nuovamente l'obbligo di richiedere l'autorizzazione formale.
A livello amministrativo, gli enti sportivi sono tenuti a trasmettere i dati sui compensi, che il Comandante di Corpo provvederà poi a registrare sul sistema PerlaPA, garantendo così la massima tracciabilità e trasparenza amministrativa.
Cosa succede alle pratiche in corso
Il Ministero ha previsto una disciplina transitoria per gestire il passaggio alle nuove regole. Tutte le richieste di autorizzazione già presentate per compensi inferiori ai 5.000 euro, e riferite a periodi successivi all'entrata in vigore della norma, non saranno più processate. Gli interessati dovranno semplicemente adeguarsi al nuovo iter, trasmettendo la comunicazione semplificata al proprio Comandante di Corpo.
Una riforma attesa, che offre maggiore flessibilità ai militari sportivi, ricordando però che la semplificazione burocratica non cancella le responsabilità individuali e le inderogabili esigenze di servizio.