Gentile Collega e Associata/o,
il 23 ottobre 2025, il SIM Marina ha incontrato il Presidente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, On. Antonino Minardo, in un confronto riservato alle A.P.C.S.M. rappresentative. È stato un incontro conoscitivo, importante e simbolico, che segna l’inizio di un dialogo diretto con le sedi decisionali. In questa occasione, abbiamo consegnato al Presidente una scheda di sintesi che raccoglie le principali criticità segnalate dagli associati e le proposte che riteniamo urgenti e non più rinviabili. Condividiamo con te questo documento perché crediamo che ogni associato debba essere parte attiva di questo percorso. Il SIM Marina nasce per dare voce ai marinai, e oggi quella voce è finalmente arrivata dove conta. Questo è solo l’inizio: seguiranno altri incontri e un’audizione in Commissione Difesa per approfondire le questioni aperte e portare nuovi contributi. Come sempre, siamo disponibili a raccogliere osservazioni e proposte, per garantire un confronto istituzionale davvero rappresentativo delle esigenze di tutti noi.
IL DOCUMENTO CHE SEGUE È UNA SINTESI, ma racchiude il cuore del nostro impegno: tutelare la dignità, il benessere e il futuro dei nostri associati. Ti invitiamo a leggerlo con attenzione e a sentirti parte di questo percorso. Solo insieme possiamo migliorare la nostra condizione.
PRESENTAZIONE DI SIM MARINA - SCHEDA DI SINTESI 23 OTTOBRE 2025
CHI E’ SIM MARINA E PERCHE’ E’ UNICA
SIM Marina si differenzia nettamente per le sue caratteristiche esclusive rispetto alle altre 3 sigle rappresentative della Marina Militare. Questo, tra l’altro, perché:
- è l’unica Associazione Professionale a Carattere Sindacale della Marina Militare che è stata dichiarata ufficialmente rappresentativa per dirigenti che per non dirigenti (infatti è l’unica sigla sindacale della MM a sedere al tavolo dell’area negoziale per i dirigenti militari);
- Detiene una leadership mediatica senza precedenti: SIM Marina supera per consenso, visibilità e interazione non solo le altre sigle della Marina, ma anche quelle dell’Esercito e dell’Aeronautica. La sua presenza su Facebook, Instagram, TikTok, YouTube e sul sito web ha generato milioni di visualizzazioni, attirando anche l’attenzione della stampa nazionale.
- Possiede un patrimonio informativo unico sul morale e sulle problematiche del personale militare, grazie a un flusso costante di feedback da militari, famiglie e giovani interessati alla carriera militare.
- è l’unica Associazione Professionale a Carattere Sindacale della Marina Militare che, ad oggi, ha aperto ben quattro sedi nelle principali città sedi di basi/comandi militari della Marina: Roma, Taranto, La Spezia ed Augusta.
ALCUNI TRA I MAGGIORI TEMI OGGETTO DI ATTENZIONE DA PARTE DI SIM MARINA
a) La Legge 46 ed il Decreto limiti
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione su alcuni punti della Legge 46 e del c.d. decreto “limiti”. Senza correttivi, si rischia di limitare gravemente l’azione sindacale, compromettendo la rappresentanza del personale militare.
SIM Marina ha firmato il documento con richieste di interventi sull’attuale legislazione vigente presentato dalla maggioranza delle sigle sindacali. SIM Marina In particolare ci preme segnalare:
- La necessità che il distacco sia portato a 4 anni in linea con il tempo di assunzione dell’incarico sindacale, con possibilità di almeno un rinnovo. Diversamente si limiterebbe la capacità sindacale di rappresentare il personale in quanto ogni 4 anni dovrebbe cambiare la maggior parte della dirigenza sindacale. (non ci sono uguali sistemi nella galassia delle cariche eleggibili, partendo da quelle politiche fino alle più piccole associazioni)
- L’aspetto non secondario dell’attuale penalizzazione che subisce chi per svolgere attività sindacale piena usufruisce del distacco: retribuzione senza accessorie, avanzamento di grado che parrebbe bloccato e mancanza di contribuzione previdenziale.
- Tutela post-distacco per il reinserimento in servizio.
- La mancanza di tutela dei dirigenti di fronte a istituti “ibridi” tipici della Forza Armata quale il temporaneo imbarco. Su questo fronte è aperto un contenzioso con la Marina Militare.
- Le eccessive limitazioni conseguenti al Decreto limiti, specie per i dirigenti appartenenti alla Guardia Costiera.
b) Le criticità per il personale della Marina Militare
SIM Marina sta svolgendo un primario ruolo non proprio, ovvero quello di “decompressione” della stanchezza e demotivazione del personale. Giungono numerosi gridi di allarme da parte del personale ormai esausto che si rivolge a noi come ultima ancora di salvezza anche in ragione della carenza di organico che da tempo attanaglia la MM. Purtroppo i numeri parlano chiaro. Mancano almeno 9.000 unità all’appello, necessari per far rifiatare chi è in continua apnea con i ripetuti imbarchi. D’altronde, la nostra forza armata sta operando in maniera incessante col personale chiamato a sostenere lunghe navigazioni in bacini lontani sacrificando gli equilibri personali e familiari oltre il ragionevole limite. Qualche anno addietro il Ca.S.M.D. aveva dichiarato qui che servono tre squadre (operativo-formazione-ripresa psicofisica), in Marina abbiamo una sola squadra. La causa primaria di questa situazione non è solo la Legge 244/2012 ma, con rammarico, riteniamo anche che una gestione della logistica ed il rapporto con il personale sia stata non coerente con i crescenti impegni e le aumentate difficoltà della FA. Questo, soprattutto, ha generato e genera l’abbandono della Marina Militare (negli ultimi anni 2600 militari sono passati all’impiego civile mentre in Aereonautica sono stati appena 100).
La Forza Armata ha negli anni messo in secondo piano la attenzione verso il personale concentrandosi prevalentemente sulle attività operative e sull’ammodernamento della flotta navale, senza tenere conto che l’arma più importante è e sarà sempre l’uomo. Tante sono le questioni che demotivano il personale.
Tra queste cause le più importanti sono:
- I trasferimenti di sede anche tra il personale anziano che avvengono senza una adeguata azione logistica. I colleghi trovano alloggi non all’altezza delle necessità, e con l’indennità di trasferimento (c.d. L.86) che non riesce a coprire le spese per un appartamento in affitto, e nemmeno le spese per i viaggi effettuati per il ricongiungimento famigliare. Talvolta i periodi vengono prolungati, di fatto spingendo il personale a cercare una via di uscita dal servizio
- L’utilizzo del personale di tutte le età in attività di manovalanza che esula dalle competenze professionali, oltre a demotivare i colleghi è al limite di un vero e proprio demansionamento. SIM Marina Tale fenomeno potrebbe essere arginato con il subentro delle ditte esterne per i lavori della piccola e media manutenzione.
- La percepita disattenzione della Forza Armata verso le necessità del personale. Esiste da poco una maggiore attenzione alle condizioni del personale che non si sposa con l’applicazione dettata dalle singole esigenze quotidiane. Un forte esempio è che il contratto firmato a dicembre 2024 ancora non è stato applicato completamente e uno dei caposaldi dell’azione sindacale (l’ottenimento delle indennità notturne) in Forza Armata non è stato ancora attivato. Oppure basta pensare che i volontari a bordo del Vespucci da mesi reclamano indennità non pagate da settembre 24 ad aprile 25. (A tal proposito, l’esperienza del Vespucci è l’esempio più completo di come è gestito il personale. Nave Vespucci, la “Signora dei Mari”, termine che ci inorgoglisce nel profondo, ha portato nel mondo le eccellenze italiane riscuotendo l’apprezzamento e la stima per nome dell’intera nazione, facendo arrivare 3 miliardi di introiti per le aziende italiane. Eppure non si riesce a far ottenere un riconoscimento onorifico a chi ha portato alto l’onore della nostra nazione, impegnandosi incessantemente per ben due anni lontani dai propri affetti, che con orgoglio e alto senso del dovere si sono pagati di tasca propria i costosi viaggi aerei per riabbracciare i propri cari, senza trascurare i soldi spesi per gli affitti sostenuti durante la sosta lavori in Argentina, durante la quale gli alloggi garantiti risultavano invivibili.) Le poche ma significative difficoltà che incontra il personale si riflette immancabilmente sui volontari (VFI) che dovrebbero rimanere in Marina. L’abbandono è altissimo sia per il sacrificio richiesto a chi naviga sia perché vedono condizioni di vita non adeguate alle aspettative e una crescita professionale inesistente.
c) Rinnovo contrattuale insoddisfacente
Gli esiti dell’ultima contrattazione hanno inoltre lasciato l’amaro in bocca ai colleghi, che tenendo conto del tasso di inflazione, gli aumenti proclamati come un successo anche da parte della sfera politica non riescono a soddisfare le reali esigenze per fronteggiare i numerosi aumenti sulle utenze e sugli alimenti, senza trascurare che da più di dieci mesi dalla chiusura del contratto non vi è traccia degli adeguamenti sulle competenze accessorie. Tale situazione sta angosciando seriamente il personale demotivandolo notevolmente. Anche l’attesa legge di bilancio 2026 svanisce le illusioni di poter ricevere nel prossimo contratto un compenso adeguato tale da renderci competitor in un quadro ad ampia scala dove spesso si parla di esercito europeo. Sempre nella legge di bilancio 2026 non c’è traccia di fondi destinati all’avvio della previdenza dedicata, ormai non più rimandabile, anzi si aumenta, anche per il personale militare l’età per approdare alla pensione di vecchiaia.
COSA DEVE CAMBIARE SECONDO DI SIM MARINA A CHE’ I MILITARI IN SERVIZIO NON ABBANDONINO (NEANCHE SILENZIOSAMENTE) LA M.M.
- Un netto cambio di rotta in termini di relazione con i sindacati rappresentativi e con il personale;
- Incrementare le risorse relative al contratto 2025-2027 nella legge di Bilancio 2026
- Un poderoso intervento per aumentare e rinnovare gli alloggi per il personale;
- Un cambio di passo assoluto nel riconoscimento del merito;
- Un aumento immediato della cd legge 86/2001 anche con possibilità di spesare un mutuo;
- Un indirizzo politico che indichi prospetticamente di eliminare la forfettizzazione (CFI-CFG). Storicamente il CFI oltre ad essere penalizzante, in marina militare è ulteriormente meno favorevole rispetto alle altre Forze Armate per l’intrinseca specificità della FA con conseguenze dirette sull’equità retributiva e sul riconoscimento del merito
- La revisione della L. 119/2022 sui Volontari di Truppa per introdurre riconoscimenti normativi ed economici oggi assenti, a beneficio del personale in servizio permanente, prevedendo anche l’estensione della NASPI
- La modifica dell’indennità di contingentamento prevedendo il compenso delle indennità derivanti da brevetti e specializzazioni, al fine di garantire una corresponsione equa e coerente.
- L’abbandono a la revisione del sistema NoIPA, per la corresponsione degli stipendi, non adeguato alle esigenze del personale militare per via dell’elevata specificità del comparto Difesa.
- L’avvio della previdenza dedicata, che compensi la mancata applicazione fin dal 1995 della previdenza complementare.
A CHE’ I GIOVANI ENTRINO NELLA MM
- Rivedere la formazione nelle scuole e accademie, rendendola più aderente alle sfide future.
- Dichiarare con chiarezza i percorsi di carriera e le prospettive professionali.
- Definire politiche trasparenti su sedi di impiego ed imbarco, per dare certezze ai candidati.
CONCLUSIONE
Questi sono solo alcuni spunti sintetici, ma in questo scenario vi è una certezza oggettiva: senza un cambiamento strutturale accompagnato da un confronto costante con il mondo sindacale assertivo e formalmente rappresentativo, il personale continuerà ad abbandonare la Marina Militare, i giovani non entreranno, e il danno sarà irreparabile per il Paese. SIM Marina auspica che questo primo incontro possa rappresentare l’avvio di un dialogo costruttivo e continuativo con la IV Commissione Difesa, fondato sull’ascolto reciproco e sulla volontà di affrontare con pragmatismo le criticità esposte. In tale prospettiva, si propone di valutare l’opportunità di un’audizione ufficiale, nella quale approfondire i temi illustrati nel presente documento e contribuire con spirito collaborativo alla ricerca di soluzioni condivise.