​Riforma Sanità Militare: Il SIM Marina contesta il metodo. "Tempi inadeguati e riforma a costo zero, serve un confronto reale"

Scritto il 28/11/2025


 

ROMA – Il Sindacato Italiano Militari Marina (SIM Marina) ha formalmente inoltrato al Ministero della Difesa una relazione contenente le proprie osservazioni sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riorganizzazione della Sanità Militare. Tuttavia, l'organizzazione sindacale esprime una ferma e netta contrarietà riguardo alle modalità procedurali adottate dall'Amministrazione per la gestione di un provvedimento di tale rilevanza strategica.

​Al centro della contestazione vi è la tempistica imposta: un termine di soli 10 giorni per la formulazione di osservazioni su una riforma complessa e strutturale. Il SIM Marina denuncia tale scadenza come "del tutto inadeguata", sottolineando come essa precluda, di fatto, la possibilità di condurre un’analisi approfondita e seriamente ponderata del testo normativo.

Le criticità strutturali: il rischio di una riforma "di facciata"

Oltre al metodo, il SIM Marina solleva pesanti dubbi sul merito del provvedimento, evidenziando lacune che rischiano di compromettere l'efficacia stessa della riorganizzazione:

  • Riforma a "costo zero": Lo schema presentato appare privo di concrete stime dei costi e delle relative coperture finanziarie. Il timore del Sindacato è che, in assenza di fondi dedicati, l'invarianza finanziaria si traduca nell'impossibilità di attuare cambiamenti reali.
  • Disparità con il SSN: Non emergono soluzioni concrete per eliminare le storiche disparità di trattamento economico e professionale tra il personale sanitario militare e quello del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alimentando la fuga di competenze verso il settore civile.
  • Mancata valorizzazione: Il testo non offre garanzie sufficienti sulla valorizzazione delle specifiche professionalità sanitarie militari.
  • Problematiche pregresse irrisolte: Il SIM Marina ricorda che il comparto soffre già di gravi criticità sistemiche, quali organici insufficienti, carenza cronica di medici specialisti e infrastrutture spesso obsolete, su cui la riforma sembra non incidere in modo determinante.

Le richieste del Sindacato

Di fronte a tale scenario, il SIM Marina non si limita alla protesta ma avanza richieste precise per tutelare il personale e la funzionalità del servizio:

  1. Apertura immediata di un tavolo tecnico di confronto che permetta una discussione reale e non puramente formale.
  2. Trasmissione integrale degli atti tecnici preparatori per garantire la piena trasparenza del processo decisionale.
  3. Pubblicazione delle stime dei costi e delle coperture finanziarie, per verificare la sostenibilità del progetto.
  4. Garanzie sulle risorse: Assicurazione formale che la riforma non sottragga fondi destinati a sanare le attuali emergenze infrastrutturali e organiche.

​Il SIM Marina ribadisce che il personale della Difesa merita un confronto autentico e interventi concreti, non operazioni di restyling normativo prive di sostanza. La tutela della salute del personale militare e l'efficienza della sanità della Difesa devono rimanere priorità assolute, supportate da investimenti adeguati e non da semplici riassetti burocratici.