Storica sentenza TAR Lazio: grazie a SIM Marina infranto il muro innalzato contro la Legge 104.

Scritto il 09/12/2025


Smascherati gli alibi organizzativi dell’Amministrazione militare, restituita dignità e diritti a chi indossa la divisa

Roma, 3 dicembre 2025 – Con la sentenza n. 7728/2025, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso presentato da un nostro iscritto in forza alla Guardia Costiera, ordinando all’Amministrazione militare di dare seguito alla richiesta di trasferimento avanzata ai sensi della legge 104/1992.

Il ricorrente, assistito dall’Avvocato Matteo Annunziata dello studio Medugno, aveva agito per l’ottemperanza della precedente sentenza del TAR Lazio (n. 3031/2025), che aveva già annullato il diniego di trasferimento e imposto all’Amministrazione – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti/Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – di riesaminare l’istanza, valorizzando anche il principio di reciprocità dei ruoli.

Nonostante ciò, con provvedimento del 16 aprile 2025, l’Amministrazione aveva nuovamente negato il trasferimento, costringendo il militare a un nuovo ricorso.

La pronuncia storica

La sentenza ha stigmatizzato l’atteggiamento contraddittorio dell’Amministrazione: da un lato rigida nel negare un diritto fondamentale, trincerandosi dietro un secco “non c’è posto”; dall’altro flessibile nel piegare le stesse regole poste alla base del diniego alle proprie esigenze interne, creando posti extra e gestendo il personale con flussi ben lontani dalle tabelle ufficiali.

Il TAR non ha usato mezzi termini, denunciando una “gestione dei flussi di personale palesemente distante dalle piante organiche”. Secondo i magistrati, tale discrezionalità eccessiva si traduce in un pregiudizio diretto ai diritti sanciti dalla legge. Applicando il principio dell’efficacia “ora per allora”, il Tribunale ha smontato la scusa dell’indisponibilità sopravvenuta, dichiarando inefficace il provvedimento di diniego e condannando il Ministero anche alle spese legali.

Il principio riaffermato

Il Collegio ha ribadito che le esigenze organizzative non possono fungere da paravento per negare diritti universalmente riconosciuti, soprattutto quando la stessa Amministrazione si dimostra capace di deroghe e adattamenti per interessi propri.

Decisivo in questo percorso è stato il contributo dell’Ufficio Legale del SIM Marina, che ha affiancato l’iscritto sin dalle prime fasi del contenzioso, garantendo competenza e continuità di sostegno. L’intervento del Sindacato riafferma, ancora una volta, il proprio ruolo strategico e imprescindibile di presidio sociale e familiare.

Oggi non vince soltanto il ricorrente, ma trionfa un principio di civiltà:

Dietro ogni divisa c’è una persona e il diritto all’assistenza familiare non può essere ridotto a una semplice concessione.

Esso, nel rispetto del dettato costituzionale, rappresenta un dovere inderogabile di ogni cittadino, cui non può sottrarsi – a maggior ragione – il cittadino in divisa.

Ne consegue che per l’Amministrazione diviene tassativo esperire ogni utile tentativo volto a garantirne l’effettività, almeno nella stessa misura con cui discrezionalmente opera in deroga alle regole da lei stessa statuite, per esigenze proprie, spesso necessarie a sanare mere contingenze organizzative interne.

Grazie a questa pronuncia, il TAR del Lazio ha oggi scritto una pagina importante non solo per il diritto amministrativo, ma per la vita concreta di chi indossa una divisa e affronta quotidianamente le molteplici difficolta di conciliazione tra il servizio prestato e la caducità degli equilibri di gestione familiare insiti nel mondo delle stellette.

L’azione di SIM Marina

Come nel caso della Legge 86 di rientro dall’estero SIM Marina, anche dopo questa storico risultato, sosterrà gli associati che chiedono il trasferimento nelle vicinanze del congiunto tutelato dalla Legge 104 per verificare se effettivamente non esistono posti in organico oppure si è di fronte a decisioni discrezionali.

Se hai necessità di maggiori informazioni contattaci. Se vuoi contribuire al miglioramento delle condizioni del personale della Marina Militare associati con noi.