Sanità Militare, il grido del SIM Marina in Commissione Difesa: "Basta sperequazioni secolari, serve equità con il SSN"

Scritto il 06/03/2026


ROMA, 4 marzo 2026 – Non è solo una questione di gradi, ma di sopravvivenza del sistema. Il SIM Marina ha lanciato un monito durissimo davanti alla Commissione Difesa della Camera: senza un’immediata equiordinazione tra il personale sanitario militare e quello civile, il Servizio Sanitario Militare (SSMN) è destinato a svuotarsi, trascinando con sé ogni possibilità di collaborazione strutturale con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Un’ingiustizia che dura da 165 anni

L’allarme riguarda lo schema di decreto per il riordino del personale e la nascita del CUSM (Corpo Unico della Sanità Militare). Secondo il sindacato, il nuovo assetto rischia di ereditare asimmetrie storiche. Il Capo Ufficio Team Sanitario del SIM Marina, Segretario Nazionale Roberta Pezzella, ha richiamato un precedente storico emblematico: la Gazzetta Medica Italiana del maggio 1860, che già allora denunciava le disparità di trattamento per i medici con le stellette.

"Il SSMN rischia di diventare un mosaico di ingiustizie che accelera l’esodo dei professionisti," avverte il SIM Marina. "Non serve essere giuristi per capire che l'inquadramento deve corrispondere all'effettiva attività lavorativa."

L'ostacolo alla collaborazione con il SSN

Il punto nodale è l'integrazione con la sanità civile. Se durante la pandemia la cooperazione è stata possibile grazie allo stato di emergenza, in tempi ordinari la giurisprudenza parla chiaro: senza un inquadramento speculare a quello dei colleghi del SSN, l'osmosi tra i due mondi è impossibile.

Il SIM Marina propone una gerarchia funzionale basata sulle competenze reali:

  • Ruolo Ufficiali: per tutti i laureati sanitari (infermieri, psicologi, odontoiatri, biologi, veterinari, farmacisti).

  • Ruolo Marescialli: per gli operatori abilitati.

  • Ruolo Graduati/Sergenti: per i soccorritori.

"Un infermiere deve essere inquadrato come tale", ribadisce il sindacato, sottolineando come il decreto attuale ignori distinzioni professionali ovvie, perpetuando una disparità che dura da oltre un secolo e mezzo.

Libera professione e attrattività

Per arginare la fuga verso il privato o il civile, il SIM Marina punta sulla competitività. La proposta è quella di estendere la libera professione (anche extra-muraria) a tutto il personale sanitario militare. Una scelta definita "lungimirante" perché permetterebbe ai sanitari di mantenere alto il livello clinico su casistiche rare in ambito militare, garantendo incentivi economici a costo zero per le casse della Difesa.

L'appello alla politica: "Data certa per il riordino"

La richiesta alla Commissione è un atto di "coraggio politico". Il SIM Marina chiede che il decreto di riordino fissi una data certa per la riorganizzazione del personale, coinvolgendo direttamente le Federazioni degli Ordini Professionali, già critiche verso l'attuale bozza.

"Vogliamo regole e strumenti per essere i professionisti d’eccellenza che il Paese merita," conclude il sindacato. "Questo non deve essere l'ultimo capitolo di un declino, ma l'inizio di una nuova era per la sanità con le stellette."


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