Il SIM Marina esprime insoddisfazione per un intervento limitato che non rispetta le direttive della Corte Costituzionale e ignora la specificità del Comparto Difesa e Sicurezza.
Abbiamo già segnalato (leggi l’articolo) che la Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 25/2026 (la puoi scaricare qui), ha stabilito che il sistema di pagamento ritardato e rateizzato viola l’art. 36 della Costituzione. Questo meccanismo, infatti, trattiene somme che sono a tutti gli effetti retribuzione già maturata dal lavoratore.
Il Governo ha tempo fino a gennaio 2027 per intervenire
La Corte Costituzionale ha imposto al legislatore di intervenire entro 9 mesi per modificare la normativa e riportare il pagamento del TFS (Trattamento di Fine Servizio) a tempi fisiologici.
Sono nove i mesi concessi al Governo per modificare la norma che per anni ha impedito al personale in pensione di usufruire di quanto dovuto, e per disinnescare una vera e propria bomba sui conti pubblici. La Corte è stata netta: il provvedimento inserito nella Legge di Bilancio 2026 è insufficiente.
Il TFS è retribuzione differita e la garanzia costituzionale non riguarda solo l’ammontare della cifra, ma anche la tempestività della sua corresponsione. Il nodo centrale sollevato dai ricorrenti non è unicamente il ritardo, ma la mancanza di rivalutazione monetaria. Ricevere la stessa cifra nominale dopo anni di attesa significa, nei fatti, ricevere meno soldi a causa dell’aumento del costo della vita.
La Circolare INPS n. 30 del 30 marzo 2026
Relativamente al TFS, il Governo nella Legge di Bilancio per il 2026 aveva già introdotto un'esigua modifica, stabilendo in nove mesi il tempo iniziale di attesa per il pagamento, lasciando tuttavia inalterata la rateizzazione.
La Circolare dell’INPS n. 30 (potete leggerla qui) riprende ed applica quella specifica norma di legge, che è però precedente alla sentenza dell’Alta Corte (la quale l'ha di fatto bocciata come insufficiente).
Una riduzione dei tempi di attesa irrisoria
La riduzione dei tempi di attesa per il pagamento del TFS da 12 a 9 mesi (cui si aggiungono i tre mesi tecnici) viene presentata come un passo avanti. In realtà, si tratta di un intervento limitato, che non risponde in alcun modo alle indicazioni della Corte Costituzionale, la quale ha ribadito in più occasioni che il TFS è salario differito e, come tale, deve essere corrisposto senza ritardi ingiustificati.
Lo “sconto” di tre mesi, peraltro operativo solo dal 2027, non modifica la situazione di chi:
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Accede alla pensione anticipata.
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È costretto alle dimissioni.
Per loro l’attesa resta superiore ai due anni, un periodo che non può in alcun modo essere considerato compatibile con i principi costituzionali di tempestività e adeguatezza.
Immutata la rateizzazione
Resta inoltre immutata la rateizzazione obbligatoria per importi superiori a 50.000 euro, una misura iniqua che frammenta il frutto di una intera vita di lavoro e limita pesantemente la possibilità di programmare serenamente il proprio futuro o sostenere la propria famiglia in un momento cruciale di transizione.
Ignorato il tema della specificità
Il personale in uniforme svolge funzioni caratterizzate da responsabilità, rischi e limitazioni che non trovano equivalenti in altri settori del pubblico impiego. Tuttavia, la Circolare n. 30 applica indistintamente le regole generali anche a militari, poliziotti e vigili del fuoco, ignorando del tutto le peculiarità di percorsi professionali segnati da vincoli operativi e da un impegno che va ben oltre l’ordinario.
Chi conclude una carriera interamente dedicata al servizio del Paese deve essere considerato con maggior rispetto.
L’insoddisfazione del SIM Marina
Alla luce di tutti questi elementi, definire la Circolare n. 30 un “passo avanti” appare decisamente eccessivo. Si tratta piuttosto di un intervento parziale, che non affronta minimamente le criticità strutturali né dà piena attuazione ai principi affermati dalla Corte Costituzionale. Per queste ragioni, la nostra azione sindacale riparte da oggi con maggiore determinazione.
Ribadiamo che il salario differito deve tornare a essere ciò che la Costituzione prescrive: immediato, integro e dignitoso. E che la specificità del Comparto Difesa e Sicurezza non può essere evocata solo quando si parla di doveri, ma deve essere riconosciuta a pieno titolo anche nei diritti.
Sportello Assistenza e Consulenza Per chiarimenti sulle singole pratiche, per consulenza e supporto per la pensione o per conoscere la propria data di incasso, i colleghi possono mettersi in contatto con i dirigenti preposti compilando il form in questa pagina.