Il SIM Marina solleva il caso degli Operatori Sanitari. "Competenze da valorizzare, non da dimenticare"

Scritto il 07/03/2026


ROMA – Mentre la Difesa si prepara a una rivoluzione strutturale con la nascita del Corpo Unico della Sanità Militare (CUSM), un’ombra di incertezza cade su ottanta professionisti della Marina Militare. L'Associazione Sindacale SIM Marina ha inviato una formale richiesta di intervento allo Stato Maggiore per accendere i riflettori sul futuro degli Operatori Tecnici Sanitari (SS/SA/OTS), i militari del Ruolo Graduati che rappresentano la spina dorsale dell'assistenza di base nelle infermerie di bordo e di terra.

Un limbo professionale inaccettabile

Il nodo della questione risiede nell'Atto di Governo n. 366 (XIX Legislatura). Lo schema di decreto legislativo per la revisione della Sanità Militare prevede il transito nel nuovo Corpo Unico per 20 Sergenti della categoria, ma sembra ignorare completamente gli ottanta Graduati.

Questi militari non sono figure "ausiliarie" improvvisate: sono stati formati presso la Scuola Sottufficiali di Taranto (Mariscuola) con percorsi specifici. Eppure, il loro attestato formale non gode oggi del riconoscimento giuridico della qualifica di OSS (Operatore Socio-Sanitario), creando un paradosso: professionisti che hanno operato in prima linea durante l'emergenza COVID-19 si ritrovano oggi privi di un inquadramento che rispecchi le loro reali competenze.


Il confronto: L'Esercito Italiano come modello

Il SIM Marina punta il dito sulla disparità di trattamento tra le Forze Armate.

"Mentre i colleghi dell'Esercito Italiano presso il Policlinico Militare 'Celio' sono stati riqualificati come OSS tramite corsi specifici in attuazione del Codice dell'Ordinamento Militare, i Graduati della Marina restano in un limbo," spiega il SIM MARINA.

L’iniziativa intrapresa dall’Esercito ha garantito ai propri militari:

  • Aggiornamento professionale conforme agli standard nazionali.

  • Copertura giuridica e tutela nell'esercizio delle mansioni.

  • Prospettive di carriera concrete all'interno del comparto sanitario.

Le richieste allo Stato Maggiore

Il sindacato chiede risposte chiare su due fronti caldi:

  1. Inclusione nel CUSM: Se sia prevista l'integrazione dei Graduati SS/SA/OTS nel nuovo Servizio Sanitario Militare Nazionale tramite l'aggiornamento del profilo professionale alla qualifica di OSS.

  2. Parità di trattamento: Quale sarà il destino di questi ottanta militari rispetto ai colleghi del Ruolo Sergenti, già inseriti nelle tabelle di transito dell'Atto di Governo n. 366.

Conclusioni

Non si tratta solo di una battaglia burocratica, ma del riconoscimento di un impegno umano e professionale profuso in condizioni spesso critiche, come quelle dei teatri operativi e delle unità navali.

Valorizzare gli OTS non è solo un atto di giustizia verso i lavoratori, ma una necessità strategica per garantire un’assistenza sanitaria militare moderna, efficiente e giuridicamente inattaccabile.