Riforma Sanità Militare

Scritto il 13/03/2026


Comunicato congiunto delle APCSM dopo il parere della Commissione Difesa della Camera

ROMA – Passaggio cruciale per la riorganizzazione del comparto sanitario con le stellette: le Commissioni Difesa e Affari Sociali della Camera hanno emanato parere favorevole, seppur condizionato da una serie di osservazioni, sullo schema di decreto legislativo relativo alla riforma della sanità militare. Un via libera che ha però innescato la reazione immediata delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM).

In un comunicato congiunto firmato da ben 12 sigle sindacali, tra cui il SIM Marina, i rappresentanti dei militari esprimono profonda delusione, sottolineando come le richieste avanzate durante le audizioni siano state sostanzialmente disattese.


Il parere delle Commissioni: le osservazioni e il nodo attuativo

Il parere favorevole delle Commissioni parlamentari non è un assegno in bianco. Accogliendo in parte gli spunti emersi nel confronto con le associazioni sindacali, il documento formula specifiche osservazioni al Governo.

Tra le principali raccomandazioni figurano:

  • Armonizzazione delle carriere: La necessità di allineare ruoli e progressioni del personale sanitario proveniente dalle diverse Forze Armate.

  • Valorizzazione professionale: Maggiore attenzione per tutte le professioni sanitarie (mediche e non mediche) e sviluppo di un'effettiva integrazione interforze.

  • Specificità dell'Arma: Tutela della posizione del personale sanitario dei Carabinieri, in virtù del loro peculiare ruolo di supporto investigativo.

  • Misure transitorie: Possibilità per il personale di continuare a utilizzare l’uniforme della Forza Armata di provenienza nella fase di primo avvio.

  • Coinvolgimento sindacale: L'impegno a includere le APCSM nella successiva fase di stesura dei decreti attuativi (una misura fortemente rivendicata dal SIM Marina sin dai primi tavoli tecnici).

"Abbiamo ritenuto importante accompagnare l’esame della riforma con alcune osservazioni che tengono conto delle questioni emerse nel confronto con il personale sanitario militare", ha dichiarato Antonio Minardo, Presidente della Commissione Difesa della Camera, aggiungendo che "la fase di attuazione sarà cruciale perché sarà proprio nei decreti attuativi che dovrà essere costruita una sintesi equilibrata".


La reazione delle sigle sindacali: "Scelte profondamente sbagliate"

Nonostante le rassicurazioni politiche, la risposta delle organizzazioni sindacali militari è netta e documenta sentimenti di forte preoccupazione. Le 12 sigle firmatarie del comunicato congiunto bocciano l'impianto generale del decreto.

I sindacati definiscono quello delle Commissioni un "timido sforzo", insufficiente a sanare le criticità strutturali del testo. Le principali contestazioni riguardano:

  • Riforma a "costo zero": La creazione di un corpo unico della sanità militare formulata "senza invarianza di bilancio e senza incremento delle dotazioni organiche" è vista come un elemento destinato a paralizzare il sistema.

  • Mancata equiordinazione: Assenza di un reale allineamento contrattuale e funzionale con il personale della sanità pubblica.

  • Perdita di specificità: Mancata valorizzazione delle peculiarità operative del personale militare impiegato in contesti critici.

"Pur apprezzando il timido sforzo [...] dobbiamo purtroppo constatare che le principali richieste avanzate sono state sostanzialmente disattese", si legge nel comunicato stampa congiunto. "La creazione di un corpo unico [...] rappresenta una scelta profondamente sbagliata, destinata a produrre effetti negativi sull’operatività delle Forze armate".


I prossimi passi: battaglia legale e apertura al dialogo

Il passaggio del provvedimento alla fase dei decreti attuativi non rassicura i sindacati. Le associazioni evidenziano infatti che tali strumenti secondari non avranno la forza giuridica per modificare i difetti strutturali e le limitazioni finanziarie imposte dal decreto legislativo originario.

Per questo motivo, le APCSM annunciano battaglia: "continueranno a opporsi con determinazione, in tutte le sedi istituzionali e giuridiche consentite, affinché emerga l’irragionevolezza di un provvedimento che rischia di compromettere l’equilibrio e l’efficienza della sanità militare".

Tuttavia, il comunicato si chiude lasciando aperto uno spiraglio: i sindacati si dicono ancora disponibili a un "confronto serio, costruttivo e responsabile", a patto che il Governo sia disposto a rivedere le criticità operative ed economiche denunciate.


Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare