ROMA – Il 5 marzo 2026 segna un nuovo capitolo nella gestione dei benefici combattentistici per le Forze Armate, ma per molti militari il sapore resta amaro. La nuova circolare emanata da Persomil, pur aggiornando e abrogando le precedenti disposizioni, ha confermato quella che molti definiscono una "disparità di trattamento" ormai cronica: l’esclusione del personale contrattualizzato dai benefici economici.
Le Novità della Direttiva
La circolare si pone l’obiettivo di fare chiarezza su criteri e modalità di richiesta per i benefici legati alle missioni ONU e alle operazioni nell'ambito della Forza Multinazionale. Tra le novità tecniche più rilevanti figurano:
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Nuove Formule Matricolari: Introdotte le diciture D-36 (certificazione servizio in zona ONU) e Q-35 (riconoscimento del beneficio economico).
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Procedure di Domanda: Le istanze devono essere inoltrate tramite il proprio Comando, allegando la documentazione probatoria della missione.
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Requisiti di Appartenenza: Viene ribadito che i benefici spettano solo a chi è formalmente inserito nella Forza Multinazionale, escludendo chi ha svolto attività di supporto logistico o temporaneo.
La "Guerra" delle Classi e degli Scatti
Il punto di rottura rimane la natura del beneficio economico. Questo consiste in un’abbreviazione dell’anzianità di servizio che porta a uno scatto stipendiale anticipato. Tuttavia, la circolare specifica che tale meccanismo si applica esclusivamente al personale dirigente (soggetto al sistema di classi e scatti).
Restano tagliati fuori i militari con trattamento economico non dirigenziale. Per loro, la progressione automatica dell’anzianità è congelata sin dal 10 gennaio 1987, rendendo il beneficio di fatto inapplicabile sotto il profilo economico, nonostante il rischio e l'impegno profusi nei teatri operativi internazionali siano i medesimi dei colleghi dirigenti.
"Il beneficio ha carattere temporaneo e viene riassorbito con l’avanzamento ordinario, ma la sua esclusione per il personale contrattualizzato rappresenta un limite applicativo che continua a generare forte malcontento."
Missioni e Pensioni: i Limiti della Direttiva
Persomil chiarisce inoltre che non basta aver partecipato a una missione all'estero: se l'operazione non è stata formalmente riconosciuta dal Capo di Stato Maggiore, non scatta alcun diritto. Per quanto riguarda invece i riflessi previdenziali, la circolare rimanda la competenza alla Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva.
La Risposta Sindacale: SIM Marina Verso l'Azione Legale
Il sindacato SIM Marina non resta a guardare. Di fronte a una circolare che "conferma l’interpretazione restrittiva già contestata", l'associazione professionale a carattere sindacale sta valutando l'avvio di un'azione legale collettiva.
L'obiettivo è duplice:
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Tutelare i militari esclusi dal sistema "classi e scatti" che hanno prestato servizio in missioni riconosciute.
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Sollecitare un’evoluzione normativa che superi la distinzione tra dirigenti e personale contrattualizzato in materia di benefici combattentistici.
Il sindacato ha già aperto uno sportello informativo, invitando il personale interessato a sottoporre la propria posizione per una verifica tecnica. La battaglia per il riconoscimento di quello che viene percepito come un diritto fondamentale all'equità retributiva sembra destinata a spostarsi dalle scrivanie di Persomil alle aule di tribunale.
