SIM Marina e SIAM denunciano il mancato sblocco di 16,67 milioni di euro. A rischio l'erogazione integrale del fondo prevista per luglio 2026. L'appello: "Manca attenzione per il comparto Difesa, pronti a intervenire".
ROMA – Il Fondo per l'Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI) relativo all'anno 2025 rischia di subire un pesante decurtamento. A lanciare l'allarme sono le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) SIM Marina e SIAM, che in un comunicato stampa congiunto diffuso oggi hanno denunciato un grave stallo burocratico: 16,67 milioni di euro aggiuntivi, destinati al fondo, sono attualmente bloccati presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).
Le risorse in questione non sono una richiesta estemporanea, ma risultano già ampiamente previste dalla Legge di Bilancio 2025 e dal D.P.R. 52/2025.
Il rischio per luglio 2026 e l'appello ai Ministri
La mancata assegnazione di questi fondi da parte del dicastero di Via XX Settembre minaccia di compromettere seriamente l'erogazione integrale del FESI prevista per il mese di luglio 2026. Un ritardo che si tradurrebbe in un danno economico diretto e immediato per migliaia di lavoratrici e lavoratori con le stellette, che contano su quelle risorse come parte integrante del proprio bilancio familiare.
Di fronte a questa prospettiva, le sigle sindacali non sono rimaste a guardare. Nel comunicato, SIM Marina e SIAM hanno richiesto un intervento urgente e risolutivo ai vertici istituzionali, rivolgendosi direttamente al Ministro della Difesa e al Ministro dell'Economia e delle Finanze. L'obiettivo è ottenere un trasferimento immediato delle somme per garantire il pieno rispetto delle normative vigenti e non deludere le legittime aspettative del personale militare.
Difesa sottofinanziata: una crisi più ampia
La questione del FESI 2025 sembra essere solo la punta dell'iceberg di una problematica più vasta. Secondo i sindacati, questo episodio acuisce un crescente senso di indisponibilità da parte del MEF nei confronti dell'intero comparto Difesa.
Nonostante le recenti narrazioni politiche che suggerirebbero un aumento dei fondi destinati alle Forze Armate, il SIM Marina fotografa una realtà operativa diametralmente opposta e caratterizzata da forti ristrettezze:
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Carenza di fondi per il pagamento degli straordinari e dei Compensi Forfetari di Impiego (CFI).
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Insufficienza di capacità finanziaria per l'approvvigionamento dei ricambi di vestiario.
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Criticità nei servizi di base, con allarmi crescenti riguardanti il regolare funzionamento delle mense militari.
Le prossime mosse del Sindacato
La posizione del SIM Marina è chiara: il personale militare merita di operare con la massima serenità, senza dover temere per la tenuta delle capacità finanziarie della Forza Armata.
SIM MARINA continuerà a monitorare attentamente la situazione, dichiarandosi pronto a intraprendere ulteriori azioni a sostegno dei militari. L'obiettivo primario resta quello di garantire non solo il pagamento di tutte le competenze accessorie, ma anche il mantenimento di standard dignitosi per i servizi essenziali, come il funzionamento delle mense e la regolare distribuzione del vestiario logistico.
